La contradizione continua della vita

 
 

La nostra vita è una contradizione continua. Viviamo come se Dio esistesse, mentre rifiutiamo di riconoscerlo come vero Dio. In generale, lo rifiutiamo in uno di questi tre modi: Ci dichiariamo atei negando la sua esistenza, affermiamo che non si può sapere se esiste o no, o ideiamo un dio fabbricato dalle nostre opinioni. Per tutti e tre, siamo noi a decidere chi è o chi non è Dio. La contradizione è questa: Benché il nostro comportamento renda palese l’esistenza di un Dio che trascende ogni cosa (comprese le nostre opinioni), ci immaginiamo di essere in grado di capire il mondo senza il suo aiuto.    

IL DILEMMA MORALE

Hai mai considerato che il modo in cui definiamo il bene e il male manifesta questa nostra contradizione? Spesso si asserisce che ognuno si possa definire personalmente il bene e il male, però non possiamo fare altro che vivere come se ci fosse uno standard assoluto.

Per esempio, è sempre sbagliato uccidere un innocente? Se dici di sì, sulla base di che cosa? Se ognuno può decidere per conto proprio, puoi veramente biasimare l’omicidio? Non possiamo criticare una persona che uccide, se è convinta che il bene significhi uccidere gli altri. Anzi, è una persona brava secondo la sua moralità personale.  

Però, crediamo di poter protestare con veemenza contro l’omicidio. Se la moralità fosse relativa a ogni individuo, dovremmo abbandonare l’abilità di condannare anche le faccende più atroci. Per di più, aggettivi come atroce, cattivo e sbagliato sarebbero privi di significato. Per fortuna, nessuno vive effettivamente così.

Quando qualcuno ci fa torto, è ingiusto? Quando qualcuno ferisce un altro, è sbagliato? Quando si prenda cura di un altro, è retto? Oppure vedi ogni azione degli altri come neutra o amorale? Ovviamente no. I morali assoluti sono inevitabili e misuriamo la bontà delle azioni degli altri alla luce di essi.

Facciamo pure valutazioni morali di noi stessi. Hai mai sentito in colpa per qualcosa? Hai mai provato vergogna per qualcosa che hai detto o hai fatto? Ti è mai venuta la voglia di giustificare qualcosa che hai fatto? Ogni essere umano ha un bussolo morale (la coscienza) che funziona con diversi gradi di accuratezza. Siamo consapevoli di non essere perfetti. Sappiamo di aver fatto male agli altri in diversi modi. Perciò, rimpiangiamo le nostre decisioni, chiediamo scusa, e abbiamo voglia di andare indietro.

CONOSCERE LA FONTE È IL REMEDIO

Perché viviamo con un senso morale che va al di là di una definizione personale? Perché non possiamo vivere in un modo coerente con l’idea che i morali sono relativi e ognuno può decidere per conto proprio? Perché quest’idea non è in grado di spiegare la vita così com’è davvero.

La contradizione scaturisce dal fatto che sfruttiamo l’esistenza dei morali assoluti, ma non riconosciamo la loro fonte. Ogni volta che affermiamo che una cosa è bene o male, presupponiamo l’esistenza di un Dio che trascende ogni cosa. Proprio perché il mondo è suo e noi siamo le sue creature, non possiamo fare altro che usare il suo standard e vivere come se questo Dio esistesse.

Allora, come risolviamo questa contradizione? I nostri cuori rimarranno irrequieti nella contradizione continua della nostra vita finché non conosciamo il Dio vivente che si è rivelato nella sua Parola. Dio esiste e ha parlato. Solo Egli è capace di spiegare il mondo così com’è davvero. I morali assoluti sono radicati nel suo carattere perfetto, e li conosciamo perché ci ha dato una coscienza. Dobbiamo rendere conto a questo Dio e la nostra coscienza testimonia alla sua esistenza. Se questo non è il caso, come spiegheresti tu questa contradizione?

Speriamo che questo breve articolo ti abbia spinto a riflettere su un argomento importantissimo. Ci farebbe piacere se potessimo approfondirlo insieme. Contattaci a www.luxevangelica.org.

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