IL NOSTRO APPROCCIO

 
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Pur essendo consapevoli delle imperfezioni dei nostri sforzi e del bisogno di una trasformazione continua, miriamo ai seguenti proposti: La gloria di Dio, la centralità di Cristo, la predicazione della Bibbia, L’edificazione della chiesa, la trasformazione dallo Spirito e la diffusione del vangelo.   

  • Dio agisce sempre per la sua gloria. Noi vogliamo allinearci a questo suo proposito supremo.[1]

  • Dio è maggiormente glorificato quando la salvezza compiuta da Gesù Cristo viene messa in mostra. Così, cerchiamo di salvaguardare la centralità di Gesù Cristo in ogni cosa.[2]

  • La supremazia di Cristo è proclamata quando la sua Parola è spiegata chiaramente, perciò ci dedichiamo alla predicazione espositiva della Bibbia.[3] 

  • Cresciamo nella conoscenza di Cristo nella comunità della chiesa. Ci impegniamo dunque a edificarci a vicenda con la verità nell’amore.[4]

  •  Ci affatichiamo per ubbidire alla parola in fede, sapendo che è per mezzo di essa che lo Spirito Santo ci trasforma progressivamente nell’immagine di Cristo.[5]

  • Animati dal desiderio di vedere altri adoratori di Cristo, ci diamo da fare per diffondere il vangelo di Cristo.[6]

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La gloria di Dio

Dio è glorioso perché è incomparabilmente grande oltre qualsiasi altra cosa. La sua gloria è l’eccellenza del suo carattere che si manifesta nei suoi atti di creazione, provvidenza e salvezza. Diamo gloria a Dio quando rispondiamo a queste manifestazioni con onore e lode. Però, come esseri umani, tendiamo, a volte in modi molto sottili, a derubarlo della gloria che gli è dovuta. Perciò ci impegniamo a mettere in risalto la grandezza di Dio e la piccolezza dell’uomo in ogni nostra attività: gli siamo riconoscenti perché ogni cosa viene da lui, siamo completamente dipendenti da lui perché non possiamo fare del bene se non per mezzo di lui, e desideriamo fare ogni cosa per lui.

 
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La predicazione della Bibbia

Se non afferriamo il significato della Bibbia, non possiamo conoscerne l’Autore. Solo la verità contenuta nella Bibbia può darci la chiarezza necessaria per camminare in un mondo che giace nelle tenebre. La domenica dunque la Bibbia non è meramente presente bensì centrale. Le sue verità vengono pregate, cantate, lette, proclamate, e applicate. Per di più, tutto quello che facciamo ruota intorno allo studio diligente della Parola di Dio e la spiegazione sistematica di essa. Siccome non possiamo accontentarci di una saggezza terrena, ci rivolgiamo alla Bibbia come la nostra autorità assoluta.

 
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La trasformazione dallo Spirito

Ogni credente è unito a Cristo. Perciò, non siamo più schiavi al peccato e Cristo dimora in noi. Nonostante ciò, la presenza del peccato rimane e non saremo perfettamente come Cristo finché non saremo in cielo. Di conseguenza, sulla terra, lo Spirito di Cristo ci deve fortificare, equipaggiandoci con la Parola di Dio, affinché possiamo far morire il peccato che rimane e vivere in modo coerente con il vangelo. Il peccato si vede esteriormente, ma la sua sorgente è il cuore. Per questa ragione, dobbiamo attingerne i motivi, i desideri e i disegni, se speriamo di essere trasformati progressivamente all’immagine di Cristo. Vogliamo essere conosciuti come un gruppo di credenti che ha una fede viva che si fa vedere tramite una vita trasformata dallo Spirito.

La centralità di Cristo   

Non possiamo lasciare che qualsiasi cosa eclissi la centralità di Cristo, perché si riceve ogni benedizione spirituale in lui. Non si può entrare in relazione con Dio all’infuori di Cristo e la crescita spirituale è impossibile senza di lui. Ci gloriamo dunque nel nostro Salvatore, contemplando la sua morte, la sua risurrezione e le implicazioni di esse. La vita cristiana si svolge nel mezzo delle due apparizioni di Cristo: Non vogliamo mai perdere di vista la sua prima venuta e con grande speranza attendiamo il suo ritorno in gloria. Insomma, non promoviamo un’istituzione o insieme di regole, sacramenti o rituali, bensì una persona: Gesù Cristo.

 
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L’edificazione della chiesa

Non possiamo vivere la nostra vita da credenti come individui isolati perché facciamo parte del medesimo corpo il cui capo è Cristo. Il corpo di Cristo, vale a dire la chiesa locale è una famiglia spirituale e come fratelli e sorelle, se uno si rallegra, ci rallegriamo tutti o se uno piange, piangiamo tutti. In più, siamo interdipendenti, cioè abbiamo bisogno degli altri perché cresciamo in conformità al nostro capo in comunità. Alla luce di ciò, ogni membro della chiesa deve impegnarsi per l’edificazione degli altri. Ci sottomettiamo insieme alla parola predicata, cantiamo gli uni agli altri e ci ricordiamo insieme della morte del Signore e della nostra salvezza. Lo facciamo tramite il battesimo e la cena del Signore. Ci amiamo gli uni gli altri come Cristo ci ha amato per primo, ci aiutiamo gli uni gli altri nelle prove della vita e ci serviamo a vicenda con i nostri doni spirituali.

 
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La diffusione del vangelo

Avendo sconfitto la morte, Il nostro Salvatore risorto comandò ad ogni suo seguace: “fate discepoli di tutti i popoli.” Così la vita cristiana è sempre missionaria. In Cristo, abbiamo ricevuto il tesoro più pregiato che si possa mai avere, la salvezza e pertanto Il nostro cuore trabocca di gioia in modo da non poterla tenere per noi stessi: la vogliamo condividere. Sebbene ci raduniamo la domenica in chiesa come credenti, durante la settimana, costretti da questa visione missionaria, viviamo con lo zelo di trasmettere il vangelo ai nostri amici che ancora non credono. In sostanza, desideriamo che altri discepoli siano fatti e raccolti in altre chiese a Genova, in tutta la Liguria, in Italia e fino alle estremità della terra.  


[1] Isaia 42:8, 48:11; 1 Corinzi 10:31

[2] Isaia 49:3; Giovanni 17:1; 2 Corinzi 4:15; Filippesi 1:20, 21; Efesini 1:10; Colossesi 1:16

[3] Giovanni 14:15; 1 Corizini 1:27; 2 Corizni 4:1-6; Colossesi 3:16; 

[4] Giovanni 13:5; 1 Timoteo 3:15; Efesini 4:13, 16

[5] Romani 8:13, 29; 12:1-2; Colossesi 3:10

[6] Matteo 28:18-20; 2 Corinzi 4:15; Apocalisse 5